Rilievi aerofotogrammetici. Quali output?
A seguito del rilievo aerofotogrammetrico svolto con drone sul luogo di interesse, possiamo restituire i seguenti output:
- ortomosaici;
- modelli digitali di elevazione (DEM) in differenti coniugazioni (DSM e DTM);
- nuvole di punti dense;
- curve di livello;
- e modelli 3D.
Le potenzialità che gli output del rilievo aerofotogrammetrico offrono
Gli ortomosaici sono dei raster a grandissima risoluzione. Sono creati dall’unione di centinaia o migliaia di foto delle aree di interesse, ortorettificate, in modo che ogni punto dell’immagine risulti come se fosse scattato perfettamente perpendicolarmente ad esso. Questo rende la leggibilità dell’area enormemente più chiara e lavorabile.
I modelli digitali di elevazione (DEM) invece sono dei raster 2,5D di rappresentazione dell’altimetria della zona di rilievo. E’ un’immagine bidimensionale dove ogni punto contiene, oltre alle coordinate di posizione X e Y, anche la coordinata di elevazione di quel punto (Z). Generalmente per una immediata lettura visiva e generale del DEM vengono utilizzati dei falsi colori per rendere chiare le differenze di quota presenti all’interno dell’area.
Esistono due tipi di DEM, che hanno differenti utilità: i DSM (Digital Surface Model) e i DTM (Digital Terrain Model). La prima elaborazione del terreno, che viene restituita a seguito del rilievo, è un DSM, ovvero una rappresentazione dell’area compreso tutto ciò che è presente nella sua superficie (vegetazione, edifici e qualunque elemento artificiale). Il DTM, invece, viene prodotto a seguito di un lavoro di classificazione e pulizia della nuvola dagli elementi non desiderati sulla superficie dell’area rilevata. Questo quindi rende la rappresentazione delle altezze unicamente legata al terreno e alle sue variazioni di quota.
Curve di livello e nuvole di punti
Dai DEM si può estrarre anche le curve di livello: linee chiuse che collegano tutti i punti del terreno che si trovano ad una stessa quota (isoipse). Anche in questo caso, se le curve di livello sono prodotte da un DTM conterranno le informazioni sulle quote relative esclusivamente al terreno, mentre, se estratte da un DSM, manterranno anche le informazioni di quota di vegetazione, edifici e elementi artificiali.
La nuvola densa è il risultato di un processo di elaborazione fotogrammetrica (o di una scansione laser) dove vengono calcolati milioni di punti, con una posizione definita nello spazio dalle coordinate X, Y, Z. Le coordinate permettono di creare una rappresentazione dettagliata e tridimensionale di superfici, oggetti e ambienti di ciò che viene rilevato. La nuvola di punti è una fonte quasi inesauribile di informazioni perché è interrogabile -in modi diversi e in tempi diversi- su punti diversi, e dal quale si possono estrapolare tutti gli output precedentemente descritti (ad esclusione dell’ortomosaico).
Tutti questi output sono georeferenziati grazie a rilievi con droni RTK e scalati (quindi misurabili accuratamente al centimetro).
I modelli 3D, infine, sono formati da poligoni e vertici uniti tra loro a riprodurre la superficie di un’area o di un oggetto. A seconda di come viene eseguito il rilievo (e a seconda dello scopo) forniscono anche il suo volume. Il modello 3D, scalato, permette di riprodurre esattamente dimensioni/scala/misure dell’oggetto/area rilevata.
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| Anno | 2022-2025 | |
| luogo | Sardegna | |
| settori | Rilievo e cartografia |


